In tempi di comunicazione immediata, di ripresa di contatti con vecchi conoscenti (leggi “fiamme”), rimpatriate con compagni dimenticati delle elementari appare inevitabile parlare di un problema che investe sempre di più la relazione a due per eccellenza, la coppia.
©panthermedia.net/Artsem Martysiuk
E ne parliamo perché addirittura l’American Academy of Aatrimonial Lawyers rende pubblici i dati in materia di tradimenti su facebook, a riprova del fatto che il fenomeno esiste e merita di essere osservato più attentamente. Non parliamo infatti di scappatelle o litigi tra coniugi, ma quello che qui interessa è evidenziare come le abitudini, anche fedifraghe, stiano mutando a tempo di clic e come nuovi concetti in materia di privacy, di sfera privata, di emozioni vengono favorite dai nuovi mezzi di condivisione di massa. La University of Guelph in Ontario ha proprio condotto degli studi sulle nuove implicazioni psicologiche. L’associazione avvocati matrimonialista conferma che l’80% dei tradimenti su facebook viene scoperto attraverso il web. Perché le tracce sul social network per eccellenza ci sono e scovare le prove del tradimento non è poi così diverso, dal controllare la mail del marito o il cellulare.
Un’arma a doppio taglio allora, che mostra come il digitale non semplifichi sempre la vita del traditore, ma la possa anche complicare. Almeno stando alle numerose tentazioni, in cui s’incappa nella smania di riprendere contatti che sarebbe meglio rimanessero nel passato. Sono fidanzati che ritornano dai tempi della scuola o anche nuove amicizie pericolose dove il passo tra il virtuale e il reale è molto breve. Considerare tradimento anche lo scambio tramite messaggi su facebook di pensieri e parole dolci e allusive? Forse, sta di fatto che non sono pochi coloro che poi concretizzano i preliminari virtuali.

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